ROMA. Una festa musicale riuscita per un giorno speciale, una festa che ha portato con sé speranza e prospettiva, futuro e memoria, gioia di vivere e suonare tra diverse generazioni per un presente di (augurabile) pace.
Così si è presentato e qualificato l’ “International Jazz Day Roma 2026”, tenutosi il 30 aprile all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”. La Fondazione Musica per Roma e l’Associazione Nazionale Il Jazz va a Scuola hanno, infatti, puntato decisamente e convintamente sui giovani, a dir il vero i giovanissimi (8-18 anni) della Jazz Campus Orchestra. L’organico nasce da un progetto didattico della Fondazione capitolina -varato nel 2019, ripreso post-Covid nel 2022 – affidato a Massimo Nunzi (e ad uno staff con, tra gli altri, Silvia Manco, Cristina Polegri e Matteo Bultrini) che sta dando straordinari frutti educativi e musicali. L’Orchestra (nelle sue varie articolazioni) è stata protagonista del concerto matinée riservato agli studenti delle scuole primarie e secondarie (ore 11.30-13.00, Teatro Studio Gianni Borgna) nonché del recital serale.
Presentato con garbo, scioltezza e personalità dall’influencer e divulgatrice musicale Martina Di Florio, il concerto si è articolato dalle 20 alle 23 (sempre al Teatro Studio Borgna) seguendo il filo narrativo-sonoro della “Piccola storia tascabile del jazz”, ospitando numerosi artisti – dalla giovanissima contrabbassista-vocalist Arabella Rustico all’ultranovantenne batterista Gegé Munari – e premiando vari personaggi. Si sono così uniti, in modo agevole e brillante, repertorio e riflessione, sguardo retrospettivo e dimensione contemporanea (anche nei suoi aspetti problematici), lavoro collettivo e spazi individuali, formazione e professionismo: il tutto davvero contrassegnato dall’esuberanza, la qualità, il feeling, il rigore, l’impegno e la forte spinta emotivo-comunicativa della Jazz Campus Orchestra e del suo carismatico direttore, il maestro Massimo Nunzi (figura da decenni tra le più eminenti e dinamiche del jazz italiano).
Non a caso svariati ospiti hanno espresso plauso e stupore per le qualità della big band giovanile, dal maestro Antonio Solimene al cantante e radiofonico Luca Barbarossa. Grande merito anche per l’Associazione Nazionale Il Jazz va a Scuola – rappresentata dalla presidente Catia Gori e dalla vicepresidente Sonia Peana – che con la direzione artistica di Gegè Telesforo e Paolo Fresu hanno ideato e dato vita concreta alla celebrazione 2026 dell’International Jazz Day a Roma; lodevole e pressoché quotidiana la capillare e meritoria azione divulgativa della musica di matrice afroamericana nelle scuole italiane da parte dell’Associazione IJVAS.
Riprendendo quanto tessuto nella mattinata (quel concerto è stato fruibile anche in streaming ed ha ottenuto numerose visualizzazioni), la Jazz Campus Orchestra ha ripercorso la storia del jazz in dodici brani, da “Tiger Rag” di Nick LaRocca a “You Know I Know” di Esperanza Spalding, passando per “Manteca”, “Lullaby of Birlannd” e “Take Five”. I brani sono stati opportunamente ed originalmente arrangiati, considerando le caratteristiche della formazione, ricca di due pianoforti, due chitarre, sei voci femminili (con due soliste) più una nutrita sezione-fiati, sia anche che ottoni, dal clarinetto basso al flauto. In più la Jazz Campus Orchestra ha via via accolto ospiti-solisti di valore e stilisticamente differenti come Giorgio Cuscito (sax tenore), A.Rustico (voce e contrabbasso), Gegè Munari (batteria), Rosario Giuliani (sax alto), Nick The Nightfly (voce), Fabrizio Bosso (tromba), Oona Rea ed Ava Alami (voce). Esuberante ma disciplinata, la big band giovanile non ha perso un colpo, adattandosi ai vari contesti e muovendosi con uno spirito maturo e intraprendente.
In un efficace montaggio, i brani si sono alternati ad interventi della conduttrice Di Florio ed a premiazioni significative: il Premio Luigi Berlinguer alla Didattica per il Maestro Antonio Solimene (da alcuni decenni docente di altissimo profilo al Saint Louis College of Music di Roma). Il Premio L.Berlinguer alla Didattica in memoria, a Franco Caroni (inventore e animatore, per decenni, di Siena Jazz, scomparso nel gennaio 2024; il riconoscimento è stato ritirato dalla moglie, Marcella Caliani). Il Premio Franco Fayenz “la via femminile al Jazz”, consegnato dalla giornalista Claudia Fayenz e dalla Fondazione Una Nessuna Centomila (rappresentata da C.Gori e S.Peana) alla musicista Arabella Rustico; durante la premiazione è stato proiettato un corto (regia di Anna Foglietta) sulla prevenzione e il contrasto della violenza maschile sulle donne. Per finire il Premio Adriano Mazzoletti (in memoria di una delle più grandi voci giornalistiche e storiche del jazz in Italia, morto nel giugno 2023) che Luca Barbarossa ha dato a Nick The Nightfly per la sua opera di divulgazione del jazz non solo radiofonica. Premiata anche Martina Di Florio.
Fra i momenti più emozionanti del recital gli interventi solistici del contraltista, della flautista, di una vocalist, di uno dei pianisti e del contrabbassista-bassista della Jazz Campus Orchestra, insieme alla fusione tra “Praise the Lord” di Nunzi (una sentita preghiera per la pace in musica) e “Moanin’ “ di Bobby Timmons con la big band galvanizzata dagli ispirati Rosario Giuliani e Fabrizio Bosso. Toccante anche “My Favourite Things” interpretato con originalità dalla vocalist Ava Alami e il suo duetto con Oona Rea in “I Know You Know”, come il bis collettivo – carico di energia positiva, esuberanza e gioia di suonare – sulle note di “Cantaloupe Island”. Jazz per il presente, jazz per il futuro…
