Enrico Pieranunzi Trio, “Suite for Siena. Live 1991” (abeat records, 2023)

Particolare della copertina della riedizione, abeat records
Tempo di lettura: 2 minuti

Oltre un trentennio ci separa dalla registrazione – dal vivo, nel gennaio 1991 – del trio con Enrico Pieranunzi, Enzo Pietropaoli e Francesco Petreni a Castelnuovo Berardenga. Il piccolo comune in provincia di Siena (luogo dove venne fondata proprio in quel periodo la prima associazione nazionale dei jazzisti italiani, l’AMJ) è stato testimone di un recital che, come ha dichiarato nel 2023 lo stesso pianista, fu “veramente speciale, attraversato in ogni momento da un fortissimi spirito di ricerca e da un’enorme voglia di rischio”.

Ben cinquantatre minuti sono occupati dalla “Suite per Siena”, mentre otto circa riguardano l’estesa rilettura di “Yesterdays”. In realtà sono proprio l’organizzazione e la tessitura dell’esteso primo brano a costituire materia di interesse e di assoluta novità, almeno nel 1991. Il pianista – con la totale e complice collaborazione di Pietropaoli, già nel suo Space Jazz Trio, e del bravissimo e giovanissimo Petreni – fissa quattro standard che costituiscono l’inizio (“Leaves”), delle tappe intermedie a distanza (“On Green Dolphin Street”; “The Man I Love”) e la fine (“Tenderly”) della suite. In mezzo tre sezioni completamente improvvisate, battezzate “Triolude 1, 2, 3”, in cui domina una rischiosa libertà a 360 gradi.

Cosa accadde, quindi, in quel concerto? Lo ha spiegato lo stesso pianista nelle note di copertina della riedizione della “Suite per Siena”, edita in origine (1994) da Siena Jazz e ripubblicata meritoriamente nel 2023 dalla abeat

“Si trattava di dar vita ad un gioco di strutturazione/destrutturazione e ristrutturazione dei materiali musicali, creando, trasformando e rigenerando al momento forme sonore. Il tutto all’interno di un flusso narrativo ininterrotto” paragonato dal pianista – in campo letterario – alla prosa di James Joyce ne “L’Ulisse”.

“Suite per Siena” è, quindi, un documento sonoro di grande attualità e inalterata potenza creativa, guidato da una visione ispirata. È una fase importante nella carriera e nella poetica di Enrico Pieranunzi, in cui sperimentava – mettendola a fuoco – la capacità di unire improvvisazione assoluta e visione architettonico-sonora, sposando la libertà improvvisativa al rigoroso senso della forma.

Ascoltare per credere.

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