“Ce la posso fare”: la MuSa Jazz Orchestra e il Refice Jazz Ensemble inaugurano la rassegna “MuSa Jazz Meets”

La MuSa Jazz Orchestra al gran completo. Foto di Antonella Pagani
Tempo di lettura: 4 minuti
Il jazz, negli organici guidati da Roberto Spadoni e Filiberto Palermini, richiama un folto pubblico giovanile al Nuovo Teatro Ateneo (Sapienza Università)

La musica non ha solo una dimensione professionale. Ne esiste anche una dilettantistica – o, per meglio dire, amatoriale – che riguarda appassionati giovani e meno giovani, persone impegnate in altri lavori o, più semplicemente, coloro che amano e praticano un linguaggio sonoro pur senza farne una professione.

Da vari anni la Sapienza Università di Roma è impegnata in un articolato progetto (MuSa Musica Sapienza, coordinato da Daniele Gorla) che prevede vari organici: la MuSa Jazz Orchestra, diretta dal M° Roberto Spadoni; l’Orchestra MuSa Classica, guidata dal M° Demetrio Moricca; EtnoMuSa, orchestra-laboratorio di “tradizione popolare – memoria delle cosiddette ‘culture subalterne’ – di musica etnica e sociale”, sotto la direzione dal 2023 di Francesco Berrafato; infine MuSa Blues, guidata da Giorgio Monari. Tutte le formazioni sono aperte alla partecipazione di chi fa parte – a vario titolo – della comunità universitaria, con requisiti differenti da organico ad organico.

La MuSa Jazz Orchestra è stata a lungo, e con risultati più che lusinghieri, diretta dal M° Silverio Cortesi (compositore, arrangiatore e trombettista) che ne è stato, in un certo senso, il creatore ed animatore. Da alcuni anni la bacchetta è passata a Roberto Spadoni che è figura complessa nonché artista versatile, essendo (da svariati decenni) chitarrista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra, didatta, divulgatore, autore e traduttore di trattati didattici. Davvero vastissima è la sua esperienza di docente (ha insegnato in nove diversi conservatori prima di approdare alla cattedra di “Composizione jazz” a Santa Cecilia, Roma) come quella di autore e compositore per vari organici e progetti. Può essere considerato uno dei migliori discepoli di Bruno Tommaso.

Nello scorso anno la MuSa Jazz Orchestra è stata impegnata nel repertorio di Duke Ellington, mentre quest’anno sta lavorando, sempre condotta dal suo direttore, su vari territori. L’occasione per ascoltarla è stato il primo di una serie di concerti – presso il Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza Università di Roma, il 13 marzo scorso – intitolati “MuSa Jazz Meets”.

Trattandosi di un’orchestra amatoriale, come si diceva, non sempre è facile farla funzionare in modo ottimale e, in effetti, la parte migliore del recital pomeridiano è stata la seconda, con “I Mean You” di Monk, una ballad di Spadoni intitolata “Sapiens in Love” dalle atmosfere mingusiane e l’ellingtoniana “Cotton Tail”, frutto maturo del lavoro dello scorso anno.

La MuSa Jazz Orchestra, in ogni caso, affronta con la massima serietà i repertori, senza dimenticare quanto il lavoro in big-band sia importante per affiatare umanamente e non solo musicalmente le persone. Il programma del 13 marzo scorso si è comunque aperto con il brano-manifesto, scritto dal suo direttore, “Ce La Posso Fare”; è stato seguito da un’altra composizione di Spadoni scritta appositamente per l’organico universitario che si intitola “Sapiens Play the Blues” ed ha visto ospite l’altosassofonista (e docente) Filiberto Palermini. C’è stato posto, inoltre, per un tributo al grande saxtenorista e compositore Benny Golson (morto nel 2024) con il suo “Whisper Not”.

La MuSa Jazz Orchestra comprende i seguenti musicisti/e: Mariella Palomba, Paola Rosa (voci); Claudio Campa, Alessandro Cerri, Vincenzo Meli, Michele Rota (trombe); Vincenzo Addelio, Luca Cacciatore, Franco Desiato, Ferruccio Prini (tromboni); Claudio Pelagalli (flauto); Lorenzo Bartolomucci (sax soprano); Riccardo Spadoni (clarinetto); Ginevra Bnider, Federico Cecili, Giorgio Ludovici, Stefano Matteucci (sassofoni); Francesco Chieffo (chitarra); Domenico Faramondi, Giuseppe Perelli (pianoforte); Claudia Mastrangelo (basso elettrico); Valerio Sabbatini (contrabbasso); Federico Lijoi, Roberto Moriconi (batteria).

“MuSa Jazz Meets” è il titolo della rassegna perché la formazione romana incontra altre realtà didattiche, anche di differente finalità. Il 13 marzo si è iniziato proponendo nella prima parte del recital il sestetto Refice Jazz Ensemble, emanazione del conservatorio “Licinio Refice” che ha sede a Frosinone e che fin dal 1976  – grazie alla tenacia e alla visionarietà del pianista-compositore Gerardo Iacoucci – dispone di una cattedra (da anni un dipartimento) jazz. Il gruppo è guidato dal docente di sassofono jazz (ed altista) Filiberto Palermini e comprende allievi ed ex-allievi; nasce dal lavoro sul repertorio ed è un’eccellenza dell’istituzione musicale ciociara. Il Refice Jazz Ensemble ha suonato brani di jazzisti internazionali come “Hairy Canary” di Chick Corea, jazzisti italiani come Max Ionata (“Blue Art”) e, in particolare, del trombettista Aldo Bassi (“I sogni che”). Bassi è stato docente a Frosinone ed è, purtroppo, scomparso prematuramente nel 2020, lasciando un vivissimo ricordo in allievi e colleghi nonché un autentico vuoto nella scena del jazz italiano; sia Palermini che Roberto Spadoni lo hanno ricordato attraverso la musica e le parole nel concerto al Nuovo Teatro Ateneo. Non poteva mancare in scaletta uno standard, il sempreverde “Yesterdays” di Jerome Kern: tutti  i brani e gli arrangiamenti hanno mostrato le qualità di gruppo e individuali del combo. Oltre a Palermini (sax alto) nella formazione c’erano l’altro altista Cristiano Celli, il tenorista Samuele Parrella, il chitarrista Emanuele Servadio, il bassista elettrico Mario Capparelli e il batterista David Le Pera. Un arrangiamento di “Smoke in the Water” dei Deep Purple, previsto nel programma di sala, è stato idealmente rimandato ad ottobre, quando la MuSa Jazz Orchestra sarà ospite del conservatorio di Frosinone.

“MuSa Jazz Meets” prevede invece il prossimo appuntamento per il 10 aprile 2025 (ore 19), sempre al Nuovo Teatro Ateneo, con ospite una formazione jazz del conservatorio romano di Santa Cecilia. Il Dipartimento Jazz del “Licinio Refice”, dal canto suo, dal febbraio 2025 organizza delle serate a Roma presso lo storico locale Alexanderplatz (“Refice Jazz Night”) con allievi e docenti, tra cui Susanna Stivali, Jacopo Ferrazza ed Enrico Zanisi. L’ultimo si è svolto il 24 marzo ed il prossimo sarà il 7 aprile.

Tanto giovane jazz, professionale-studentesco-amatoriale, che attraversa le città….

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