I giorni focali per l’edizione 2024 de “Il Jazz Italiano per le terre del sisma” sono il 31 agosto e il 1° settembre a L’Aquila, dopo il prologo del “Cammino solidale” che ha attraversato e coinvolto Camerino, Castelluccio di Norcia e Amatrice (23-25 agosto).
È passato un decennio dalla prima edizione ma la manifestazione – pur nelle sue trasformazioni – non sembra aver perso quelle caratteristiche che la distinguono nel panorama italiano e non solo: intanto la rotazione dei direttori artistici (quest’anno Francesco Diodati, Gabriele Mitelli e Ugo Viola) consente cambi di prospettive e visioni differenti; si consolidano altresì un grande spazio per le nuove generazioni di jazzisti e jazziste, come la visibilità per progetti che uniscano varie forme d’arte e il crescere delle attività laboratoriali; si registra, poi, la presenza montante di organici orchestrali sia per fasce giovanili (l’ormai consolidata Orchestra Jazz che Vorrei – L’Aquila, condotta da Pasquale Innarella) che espressione dei conservatori come la debuttante Orchestra Nazionale di Musica Creativa (frutto del lavoro di Nicola Pisani, Ettore Fioravanti ed Alessandro Fabbri, con il coinvolgimento di dieci conservatori, da Milano a Bari). Da non sottovalutare, infine, il valore della consegna dei premi (ormai otto) che creano memoria indicando, nel contempo, prospettive.
Il tutto, è bene ricordarlo, viene coordinato e organizzato dall’Associazione Jazz all’Aquila in stretta collaborazione con la Federazione nazionale Il Jazz Italiano (e le sei organizzazioni che la compongono che riuniscono discografici, fotografi, organizzatori, musicisti, scuole jazz e docenti di conservatorio). Main sponsor si confermano la SIAE e il Nuovo IMAIE, mentre promuovono l’evento il Ministero della Cultura, il Comune de L’Aquila, la Regione Abruzzo. A questi si aggiungono molti altri soggetti istituzionali, economici e culturali per un’articolata rete di collaborazioni e supporti. In questo senso se il Presidente della SIAE Salvatore Nastasi sottolinea la missione di “sostenere concretamente quei progetti che sanno ricostruire il tessuto sociale e culturale”, la Presidente della Federazione nazionale Il Jazz Italiano Ada Montellanico evidenzia il coinvolgimento – nel decennio di attività – di migliaia di musicisti, la realizzazione di centinaia di progetti, il carattere di laboratorio di ricerca artistica che caratterizza “Il Jazz Italiano per le terre del sisma” che quest’anno si apre agli operatori e alla stampa estera, per mettere in luce la grande varietà del panorama del jazz in Italia.
I tre direttori Francesco Diodati, Gabriele Mitelli e Ugo Viola, dal canto loro, sottolineano l’importanza del lavoro sul tessuto sociale e urbano attraverso la musica e le arti performative: non a caso nel 2024 il tema della rassegna aquilana è “Abitare il suono”. Si documenta, perciò, la contemporaneità ma ci si proietta anche verso il futuro, indicando la direzione dove il linguaggio del jazz si sta dirigendo, considerando “le occasioni di incontro che l’arte può generare, toccando le corde più profonde della sensibilità umana; quella sensibilità che anche di fronte alle tragedie e ai disastri non si stanca di cercare il bello e il rapporto con l’altro, diventando speranza non solo per il presente ma anche per il futuro”.
Un po’ di numeri e una nutrita serie di segnalazioni, con la raccomandazione di consultare il programma vasto e articolato (jazzallaquila.it iljazzitaliano.it) se si vuole andare con profitto nel capoluogo abruzzese. Il 31 agosto e il 1° settembre a L’Aquila suoneranno circa trecento musicisti in sessanta eventi complessivi, collocati in quindici luoghi della città (il palco principale è la Scalinata di San Bernardino; altri palchi nelle piazze Duomo, Chiarino e Santa Margherita; coinvolti i Palazzi Lucentini-Bonanni, Margherita e Micheletti, la sede del MAXXI, il Parco della Memoria, la libreria Colacchi, il Castello cinquecentesco e l’Auditorium del conservatorio A.Casella). Si attendono, in complesso, ventimila spettatori come nelle ultime edizioni della rassegna che hanno visto una folta presenza a L’Aquila, in cui i lavori di restauro post-terremoto sono ampiamente visibili.
Tra i molti gruppi si segnalano il quintetto Scannapieco-Geremia (vincitore del Premio Conad Contest/Umbria Jazz), il trio di Cesare Panizzi (vincitore del Premio Internazionale “Massimo Urbani” 2024), il duo Giulia Barba-Marta Raviglia, il solo di Dan Kinzelman, il gruppo EMONG del chitarrista Michele Bonifati, il quartetto Tamashi Pigiama (premio Nuovo IMAIE). Fra le iniziative la presentazione dell’edizione italiana de “L’arte della Conduction” (LIM) di Lawrence ‘Butch’ Morris (a cura di Daniela Veronesi), la mostra di sax storici e artigianali “Saxophobia” (a cura di Attilio Berni), la mostra fotografica sui dieci anni de “Il Jazz Italiano per le terre del sisma” a cura dell’ Associazione Fotografi Italiani di Jazz (AFIdJ).
Alla Scalinata di San Bernardino (palco principale) vengono proposte varie performance: una composta e diretta da Andrea Ravizza – sul decennale della rassegna aquilana – che vede coinvolti i Solisti Aquilani, il conservatorio A.Casella e Moncalieri Jazz (ospiti la chitarrista Eleonora Strino, l’altista Francesco Cafiso e il tenorista-clarinettista Nico Gori); il quartetto Fawda; “Salvation 2332 – L’ultimo Canto” di Albert Hera e Michele Degan; Valeria Sturba e le cose strane; Simone Graziani Frontal; l’Orchestra Nazionale di Musica Creativa dei Conservatori; Lindy Hop / Orchestra The Nine Pennies. Al suggestivo e ‘dolente’ Parco della Memoria si tiene il concerto finale del laboratorio di improvvisazione e conduction di Silvia Bolognesi (per gli studenti aquilani dagli 11 ai 18 anni) “Collective Memories: suoni del futuro”, seguito dal recital della formazione giovanile (frutto di un progetto stabile e pluriennale) l’Orchestra Jazz che Vorrei – L’Aquila, condotta da Pasquale Innarella. C’è spazio per vari laboratori educational (da 0 a 18 anni) anche di carattere fotografico e, in particolare, per le produzioni che connettono l’associazione dei musicisti (MIDJ) con quella dei fotografi (AFIdJ) e il Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Abruzzo con il MAXXI L’Aquila; ancora da ascoltare i recital del quintetto Wasted Generation (con il pianista Vittorio Solimene), il trio Nuda Pelle (Giulia Cianca, Marco Colonna, Fabrizio Spera) e il trio del pianista Francesco Negro.
Nelle due serate alla Scalinata di San Bernadino vengono consegnati i seguenti premi (voluti dalla Federazione nazionale Il Jazz Italiano): alla carriera (Gianluigi Trovesi); “Giovani visionari” (Ava Alami); “Nuove direzioni” (Südtirol Jazz Festival Alto Adige); premio speciale alla memoria (Franco Caroni); premio AFIdJ (Mirko Boscolo); jazz club (Alexanderplatz, Roma; Piacenza Jazz Club); formazione musicale (Bruno Tommaso); gender equality (Termoli Jazz Festival).
Tanti modi per “Abitare il suono” e creare musica che documenti presente e immagini il futuro, creando nuova socialità e nuove connessioni.
