Erano alcuni anni, circa un decennio, che pensavo ad uno spazio nella rete web per poter parlare di jazz. Non solo, quindi, e non solamente su giornali e riviste cartacee, dove da 42 anni esercito la critica musicale, in particolare jazzistica. In realtà ho già avuto esperienze nell’infosfera: ho scritto a lungo, circa dieci anni, sul sito “A proposito di Jazz” di Gerlando Gatto che ringrazio; ho avuto una collaborazione nel 2022 con la rivista “Jazz ‘It” (edizione on-line; grazie in particolare a Chiara Giordano) e su “il manifesto” già da anni pubblico sulla versione cartacea e/o in quella on-line.
Alla fine questa vagheggiata “isola” personale nella rete web si è concretizzata. La spinta definitiva per arrivare ad “UnlimitJazz” c’è stata tra il dicembre 2023 e il gennaio 2024, quando per una serie di motivi non sono riuscito a narrare, a raccontare, a documentare dei concerti, dei recital, degli eventi che mi avevano colpito per il loro valore. Parliamo del pianista-compositore israeliano Guy Mintus (vincitore di un “Leonard Bernstein Award”, anche educatore impegnato per la convivenza di palestinesi e israeliani) che è stato ospite nel club romano Alexanderplatz (22-23/12/2023); del concerto “Over the Rainbow” in ricordo della figura dell’organizzatore-agente-produttore Mario Guidi, tenutosi il 21 dicembre alla capitolina Casa del Jazz (con il figlio Giovanni, Enrico Rava, Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Sferra e molti altri amici di Mario); dell’opera musicale “L’ultimo libro della giungla”, frutto della collaborazione fra il trombettista-bandleader Massimo Nunzi e lo scrittore francese Yann Apperry, approdata in seconda nazionale all’auditorium “E.Morricone” della capitale il 23 dicembre. La partitura prevedeva insieme la Jazz Campus Orchestra (un gioiello di orchestra giovanile, prodotto del lavoro di Nunzi e del suo staff in un progetto della Fondazione Musica per Roma) e l’Orchestra Sinfonica dei ragazzi della scuola di Fiesole; una partitura fuori dal comune – ispirata e poetica – finita nel calderone prenatalizio senza la dovuta attenzione. Il 28 gennaio 2024, infine, ho seguito – ma non recensito – un eccellente concerto alla Casa del Jazz dei NewStrikers guidati dal plurisassofonista e compositore Antonio Apuzzo, gruppo che propone un repertorio originale e di qualità e che, oltre all’ottimo interplay, vanta una delle migliori cantanti in circolazione, Marta Colombo.
Ecco. Guy Mintus, “Over the Rainbow”, “L’ultimo libro della giungla” e i NewStrikers non sono riuscito a farli conoscere al pubblico. Da decenni sono collaboratore de “il manifesto”: a volte, però, la logica del giornale, gli spazi disponibili ed altri fattori rendono impossibile documentare tutto ciò che, a mio parere, sarebbe degno di interesse e considerazione. Allora mi sono detto: “Bisogna che agisca per avere uno spazio autonomo” quale “UnlimitJazz” vuole essere. Naturalmente non sostituisce la tribuna che ho su “il manifesto” dal 1982 e che continuo a considerare la sede editoriale per me più importante. Però il blog può integrare la mia azione critico-informativa laddove la principale finestra non possa aprirsi.
È così che, grazie al contributo informatico-organizzativo indispensabile e creativo di Bouncy Particle (soprattutto di Emanuele Frascà e di Rachele D’Armini), allo stimolo affettuoso e partecipe di mia figlia Maria e alle sollecitazioni critiche di mia moglie Cristina si è concretizzato “UnlimitJazz”. Un luogo dove scrivere che non intende essere assolutamente un “diario aperto” né una sorta di “sfogatoio”. Vorrei offrire un servizio informativo e giornalistico che diventi complementare a quello che ordinariamente faccio, anche con attività divulgative come le conferenze. Alla base – lo dice il nome stesso del blog – c’è la concezione del jazz come un codice aperto, l’esigenza di approfondire quando opportuno, di seguire il jazz in tempo reale ma di recuperare anche ciò che mi è sfuggito oppure ho appena segnalato (in una sorta di “tempi supplementari”).
Nel sito pubblicherò inediti, materiali non editi nella loro integrità (ad esempio interviste), nuovi articoli di vario genere (dalla recensione al saggio breve). Con questo spirito è nato “UnlimitJazz” dove trovate una serie di “etichette-categorie” che ho per ora riempito pescando nel mio archivio recente. Ringrazio in tal senso il consiglio di amministrazione de “il manifesto” (in particolare Alessandra Barletta ma anche Tiziana Ferri e Massimo Franchi, nonché il mio caporedattore Stefano Crippa) per avermi autorizzato alla pubblicazione, indicando la fonte com’è ovvio.
Questi materiali verranno, come già accennato, ben presto arricchiti da articoli nuovi, appositamente pensati e scritti. Ci saranno sempre lo spirito critico, la ricerca, l’analisi… Si pensi, ad esempio, agli album (nei vari formati Lp, Cd o in digitale): se ne pubblicano tantissimi e non sempre si ha l’occasione (o la sede) dove poter trattare nel modo adeguato quanto prodotto da jazzisti/e italiani e internazionali. Vorrei – per i dischi ma come per concerti, festival, libri, tendenze… – dare spazio a tutto quello che ritengo importante e significativo secondo un approccio critico e non seguendo la logica (parziale e ristretta) del “mi piace”.
La promessa (e la premessa) è quella di mantenere comunque spazi che siano leggibili, valorizzare il “codice aperto” del jazz, documentare – pur su un’accurata e solida base storica – ciò che di nuovo si muove e che il jazz sta creando alla luce dei nostri tempi. Lo faccio con un blog nell’infosfera che sosterrò anche mediante Instgram.
È passato tanto tempo da quando preparavo gli articoli con la macchina da scrivere Olivetti battendo sulle cartelle a linee rosse prestampate de “il manifesto”, portando poi fisicamente i pezzi nella sede di via Tomacelli in motorino o in bicicletta, fermandomi a parlare con i redattori o ad assistere, in un silenzio rapito, ad una riunione di redazione con Rossana Rossanda e Valentino Parlato… È passato tanto tempo ma è rimasta integra l’esigenza di raccontare la musica e con essa la società e la vita.
Ringrazio ancora tutti coloro che mi hanno aiutato ad avviare questa impresa e che il “jazz” sia davvero “unlimit”…
