La sua è una delle ‘voci’ jazzistiche più autorevoli: Gatto, attivo dai ’60,esperienze dalla radio alla carta stampata, dalla tv al web, dal 2007 cura un blog-newsletter che nel ‘17 è diventato testata giornalistica: “A proposito di jazz”. Ha realizzato, tra l’altro, due volumi di interviste nel 2017 e ’18 ed usa la forma-intervista nel nuovo testo per dialogare con 41 jazzisti di varie generazioni (E.Rava, L.Tucci), stili (S.Maltese, R.Ruggieri), strumenti (F.D’Andrea, F.Bosso), sesso (C.Donato, R.Bentivoglio).
SI serve di una griglia di undici domande modificandola quando possibile, a seconda di come l’intervista sia stata raccolta, prevalentemente a distanza. I quesiti-base vanno dalla situazione economica alla mutazione delle relazioni umane e professionali, dai rapporti con istituzioni e organismi di rappresentanza al valore della musica e a cosa ascoltare durante l’isolamento.
Il pianista classico Massimo Giuseppe Bianchi, nella Prefazione, specifica che l’autore “ha provato ad andare oltre l’analisi stilistica (…). Gerlando capisce e ama la musica, rispetta i musicisti e da loro è rispettato nonché, come da qui traspare, riconosciuto quale interlocutore credibile. (…) Ha voluto, credo, fare quello che un critico non ha tempo o voglia di fare: comunicare direttamente con la persona (…) L’interesse del presente volume, ne sono convinto, non si esaurirà con l’estinzione del pericolo attuale”.
Ha ragione il prefattore, perché se ad una prima lettura si sente la mancanza di una sintesi ragionata delle risposte, rileggendo “Il jazz italiano in epoca covid” si apprezzano la varietà dei pareri e l’apertura delle idee. Ciò restituisce l’effetto traumatico, spiazzante del primo lockdown e fa capire, a distanza, come l’interpretazionedel fenomeno e del suo impatto sia ancora “aperta”. Ecco una breve antologia di risposte.
FRANCESCO CUSA
“Ritengo che sarà molto difficile ripartire. Occorrerà approfittare di questo stallo per rivedere la politica dell’organizzazione musicale in Italia, liberarla dai gangli che la congestionano in clan e cordate, per una gestione e selezione più armoniche e meno elitarie. La parola d’ordine è comunque defiscalizzare”.
MASSIMO DE MATTIA
“Credo che l’arte e la cultura siano il vero capitale, senza il quale oggi saremmo già tutti vittime della disperazione. Abbiamo bisogno di assurgere a un nuovo stato emotivo di speranza e meraviglia, di folgorazione e di sogno.(…) Non vedo su quali altre forze contare. A parte l’amore”.
MARIA PIA DE VITO
“Si stanno attivando moltissime catene di solidarietà, ed è una bella cosa. Per chi riesce a mettersi in ‘pausa’nella pausa, è come un ritiro spirituale, una grande pulizia interna. Ma non ho molte illusioni sulle dinamiche dei ‘poteri’ che ritroveremo all’uscita da tutto questo”.
ENZO FAVATA
“Ho deciso di riorganizzare il mio tempo, dando uno schema rigido alle mie lunghe giornate, suddivise con orari ed impegni precisi (…) 400 ore di registrazione,non voglio lasciarle in un cassetto e le cose più interessanti le sto rimasterizzando e mettendo online, sarà un lavoro che continuerò anche finiti i tempi del coronavirus”.
PAOLO FRESU
“Seguo con attenzione le istanze del mondo dei lavoratori dello spettacolo che versano in condizioni di estremo disagio. Partecipo ad una miriade di tavoli didiscussione su questi temi e si sta tentando di mettere assieme tutti e di dialogare perché il nostro mondo è molto vasto ed altrettanto sfilacciato. Dirigo anche le attività della Federazione Nazionale il Jazz Italiano, della quale sono il presidente”.
ENRICO INTRA
“I rapporti tra persone si modificheranno per chi ha memoria del passato. Per chi non ha cura dei beni comuni che ci circondano e attenzione verso il prossimo non cambierà nulla. Lo dico per esperienza. Ho vissuto da bambino quel drammatico periodo della seconda guerra mondiale, la povertà del dopoguerra e certi avvenimenti tragici che hanno segnato la nostra Repubblica qualche decennio dopo”.
NICOLA MINGO
“Cerco di reagire mantenendo un contatto diretto con il pubblico (…) attraverso i Social: Facebook, You Tube etc. Organizzo dirette e video party con miei home concerts, invitando i followers e gli appassionati per stare in compagnia e far ascoltare la mia musica. Il vantaggio dei social è che ti (…) consentono la comunicazione diretta con musicisti ed appassionati da ogni parte del mondo”.
FRANCO PIANA
“Spero che (il covid, ndr) ci faccia capire quanto è importante dare la precedenza alle persone piuttosto che alle cose, siamo sempre troppo presi da noi stessi e abbiamo poco tempo da dedicare alle persone care o a quelle bisognose”.
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