Indagine sulla spiritualità del suono nei continenti

Foto di Pino Ninfa
Tempo di lettura: 2 minuti
Musica. Una performance audiovisiva costruita dal fotografo Pino Ninfa (ideatore del recital) e dal clarinettista Marco Colonna.


Si apre fissando – attraverso foto e suoni – una cerimonia di purificazione in una chiesa
copta e si chiude sempre con la forza salvifica e rigeneratrice dell’acqua. Sulle tracce della
spiritualità (Casa del Jazz, 21 marzo) è una performance audiovisiva costruita con passione
e accurata drammaturgia dal fotografo Pino Ninfa (ideatore del recital) e dal clarinettista
Marco Colonna. Due sensibilità che dialogano per un’indagine-viaggio sulla spiritualità del
suono nei continenti non europei. Almeno da un paio di decenni Ninfa (reporter visivo a
tutto campo, dall’anima jazz, spesso impegnato in progetti solidaristici) produce sinergie
con musicisti per creare un dialogo vivo e diretto tra media fotografico e suoni. Nel riuscito
connubio con Colonna (musicista sperimentale e radicale, volutamente apocalittico e
concretamente contro le ingiustizie nel mondo) gli scatti, introdotti da brevi e incisive
indicazioni scritte, si susseguono interagendo vividamente con le note. Come i capitoli di un
romanzo, il recital è organizzato in sequenze che (a colori o in un tagliente bianco e nero) ci
portano in Etiopia, Amazzonia, India, Sudafrica, Sudamerica. Un viaggio nella spiritualità a
tutti i livelli, che tocca riti e modi di vivere, fasi preparatorie e cerimonie, in un’idea del
«sacro» che include la natura «nelle sue forme più ancestrali come i boschi sacri».
SCORRONO oggetti (tamburi, costumi, incensieri, piroghe, capanne, reti da pesca…),
persone (sacerdoti, sciamani, fedeli, donne, madri e bambini, anziani…) e luoghi (deserti,
foreste, fiumi, villaggi, monasteri…). Colonna utilizza a volte sovraincisioni, altre privilegia il
solo clarinetto basso per una musica che accentua, illumina, accarezza, a volte abbraccia la
potenza delle immagini, con qualche eco di Trane ed A.Ayler e tanta profondità. Descrivere
la sinestesia è impossibile ma le sequenze sul monastero copto, l’Amazzonia e il Vudu(«una trasformazione continua al servizio dell’essere umano, contro la magia nera» P.Ninfa)
restano impresse, forse per il «sacro» che può essere in tutti noi. Il 26 giugno a Mira
(Venezia) Ninfa dialogherà con il pianista Danilo Rea sul tema del Mediterraneo.
© 2024 il manifesto – copia esclusivamente per uso personale

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