A Roma il festival dove il jazz è aperto a ogni contaminazione

Roma, Auditorium Parco della Musica 12 11 2021 ROMA JAZZ FESTIVAL 2021- ​JOHN SCOFIELD / DAVE HOLLAND DUO. ©Fondazione Musica Per Roma /foto Musacchio, Ianniello
Tempo di lettura: 2 minuti
Musica. Fra i protagonisti del Roma Jazz Festival John Scofield e Dave Holland

Sala Sinopoli quasi piena (12 novembre) e Mr.B. – il titolo evoca il contrabbassista Ray
Brown – risuona come bis per un duo di autentici fuoriclasse: Dave Holland e John Scofield.
È uno dei tanti concerti che il 45° Roma Jazz Festival (direzione artistica di Mario Ciampà)
sta offrendo al pubblico tra Parco della Musica, Monk e Casa del Jazz (la domenica le «Otto
bugie sul jazz» del musicologo Marcello Piras).
Il tema del 2021 è «code, il jazz come codice aperto» e il RJF sta tenendo fede ai suoi
propositi, proponendo varie declinazioni della musica afroamericana, spesso in interazione
con altri codici. L’eccellente Tinissima Quartet guidato da Francesco Bearzatti (G.Falzone,
D.Gallo, Z.De Rossi) ha presentato il progetto-album Zorro (sala Petrassi, 3 novembre) in
compagnia del live-painter Davide Toffolo.
L’immaginifica e narrativa musica del sassofonista-compositore è stata come amplificata e
arricchita dall’artista (leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti). Impensabile la performance del
trombettista-vocalist-compositore Theo Crocker (teatro-studio Borgna, 8 novembre, in
quartetto) senza la presenza di disegni, effetti di luce-colore ed un vero e proprio «sound
design», intimamente collegato al suo ultimo album Blk2Life/A Future Past. Nato nel 2020,
in pandemia, è viaggio introspettivo come celebrazione sonora dell’origine afro, musica
contro «l’imminente minaccia della gentrificazione commerciale».


DRITTI AL CUORE performativo e valoriale del jazz sono andati Brad Mehldau, Lakecia
Benjamin e Scofield/Holland. Il 51nenne pianista di Jacksonville (con i formidabili L.Grandier
e J.Ballard; sala Sinopoli strapiena, 4 novembre) ha proposto suoi brani dagli andamenti
ritmico-melodici originalissimi come fulminanti riletture di standard (All The Things You Are,
The Nearness of You) ed emozionanti rivisitazioni (una geniale Great Day di Paul
McCartney). Teatro-studio Borgna esaurito il 10 novembre per l’altosax afroamericana
Lakecja Benjamin, artista newyorkese che guida suoi gruppi dal 2012 e coniuga vari idiomi
della black music. In quartetto (T.Gable, I.Taylor, E.J. Strickland) ha presentato l’album
Pursuance: The Coltranes, dedicato a John e Alice. Suona e parla con ispirazione, impeto e
tensione, rivendicando l’uguaglianza e l’amore tra gli esseri umani fra My Favourite Things
e A Love Supreme. Scofield e Holland – felici come tutti gli artisti di potersi di nuovo esibire
in pubblico – hanno classe, repertorio, feeling, capacità di interplay e improvvisazione da
vendere: la sala Sinopoli li sommerge di meritati applausi.


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